La Commissione per le Pari Opportunità di Fossano ha aderito ad all’iniziativa, promossa dal gruppo nazionale “Toponomastica femminile”, che si propone di portare avanti un’iniziativa di genere e territorio con l’intento di censire le strade (poche) intitolate alle donne, commentare gli esiti, individuare le molte assenze e indirizzare il futuro toponomastico italiano verso scelte di parità.
A livello nazionale sono coinvolte oltre 1500 donne in ogni parte d'Italia e per alcuni luoghi sono già visibili i risultati parziali, anche per ciò che concerne la visibilità dell’iniziativa. Ne hanno dato notizia quotidiani, settimanali e telegiornali nazionali.
Una città democratica si batte per la parità e la democrazia, che passano attraverso i contenuti, ma anche attraverso i simboli, individuando nella memoria collettiva uno dei contributi fondamentali alla cultura di un popolo. Purtroppo le nostre strade ci rimandano solo a figure maschili, quasi che le donne non fossero parte importante di questo Paese, della sua storia, delle sue capacità intellettuali.
E’ una discriminazione di genere che si ripete a ogni angolo del nostro percorso quotidiano.
In occasione della Giornata della Donna chiediamo a voi eletti in Consiglio comunale o nominati a svolgere il ruolo di Assessori, di impegnarvi a dedicare le prossime tre strade a tre donne, una di rilevanza locale, una nazionale, una straniera, per unire le tre anime del Paese. TRE STRADE TRE DONNE.
Secondo la nostra opinione, infatti, per modificare l'immaginario collettivo, che considera le donne più corpi che persone, è necessario agire sui simboli restituendo visibilità culturale all'elemento femminile, troppo spesso occultato dalla storia.
Vi alleghiamo intanto alcuni profili di donne a cui possono essere intitolati, senza dubbio, luoghi pubblici fossanesi, sono donne di levatura nazionale o internazionale.
E’ comunque nostra intenzione lanciare un pubblico concorso di idee perché siano proprio i cittadini a proporre nomi di donne di rilevanza locale, dimenticate dalla nostra toponomastica.
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mercoledì 14 marzo 2012
giovedì 1 luglio 2010
"+ donne x una politica che cambia": tiriamo le somme
Giovedì 24 giugno ha avuto luogo l’ultimo incontro del Seminario “+ donne x una politica che cambia” sui temi dei diritti e del lavoro secondo un’ottica di genere. Sono intervenuti: Paola Merlino, esperta di pari opportunità, Franca Turco Consigliera regionale di Parità e Walter Mereu responsabile del Centro per l’Impiego di Fossano, Savigliano e Saluzzo.
La Merlino è subito entrata nel vivo confrontando i numeri occupazionali femminili europei ed italiani, ponendo però come premessa che la popolazione mondiale femminile è pari al 53% e produce il 70% della ricchezza globale.
Il nostro paese è quasi il fanalino di coda europeo (dopo di noi solo Malta!) con il 46,5% di donne occupate nel mondo del lavoro contro la media europea del 56,3%. I dati migliorano nelle regioni del centro nord e registrano in Piemonte il 55% dopo una flessione di due punti dovuta all’attuale crisi economica.
A fare la differenza tra noi e i Paesi del Nord Europa, raggiunti persino dal Portogallo, è naturalmente una migliore politica di welfare e l’offerta di servizi di cui possono usufruire le donne. Ma non solo. Molto aziende europee sono ormai orientate ad un’ organizzazione del lavoro legata al risultato e non all’orario fisso, per cui sono previste forme di part- time ben retribuito che può essere scelto indifferentemente da uomini e donne; ciò ovviamente consente a tutti i lavoratori in genere di poter dedicare più tempo e cure alla famiglia senza essere legati alla rigida divisione dei ruoli che ancora caratterizza la società italiana.
Guarda caso in questi Paesi il maggior numero di donne inserite nel mondo del lavoro, coincide con la presenza delle stesse ai vertici della politica e paradossalmente fa registrare i più alti tassi di natalità.
In Italia il dato medio è di 1,33 figli per nucleo familiare e una donna su cinque lascia il lavoro dopo aver avuto un bambino. Proprio per questo Franca Turco, nel suo intervento, ha rivolto un appello alle giovani presenti in sala, invitandole a non mollare il lavoro quando nascono i figli e ad attivare tutte le risorse e le alternative possibili per non correre il rischio di uscire per sempre dal mercato dell’occupazione. Ugualmente ha esortato le studentesse, compatibilmente con le loro attitudini, a scegliere facoltà universitarie che garantiscono maggiori sbocchi professionali e che generalmente sono ancora considerate roccaforti maschili.
La Consigliera di Parità ha poi esposto i casi in cui il suo ruolo le permette di intervenire per derimere discriminazioni e violazione dei diritti, quasi sempre a danno delle donne, nel mondo del lavoro.
Walter Mereu ha infine concluso il giro di interventi analizzando il ruolo dei Centri per l’ Impiego, passati ormai da diversi anni sotto l’egida della Provincia ed i numeri reali legati all’occupazione maschile e femminile nel nostro territorio. I dati attuali registrano una flessione occupazionale che colpisce quasi indifferentemente i due generi, ma che sta gradualmente penalizzando le donne e gli stranieri, sia cittadini europei che extracomunitari.
Isabella Racca, presidente della Cpo cittadina, alla conclusione del Seminario, sottolinea gli spunti emersi nel corso dei tre incontri: “La Storia delle donne è relativamente giovane: eppure dal diritto al voto ottenuto nel 1946 ( appena l’altro ieri) agli enunciati della Costituzione che da soli 60 anni sancisce uguali diritti senza distinzione di sesso, è stata percorsa molta strada, frutto di lotte e di impegno di diverse generazioni di donne. Ma non dobbiamo dimenticare che i diritti acquisiti si possono anche perdere è perciò non bisogna mai smettere di vigilare e di sostenerli. La sorprendente affluenza femminile a questo seminario, nato per avvicinare le donne alla politica, ci fa sperare di poter anche noi raggiungere presto i risultati ottenuti da quei paesi europei in cui le stesse donne, occupando importanti cariche istituzionali e di governo, garantiscono una migliore qualità di vita all’intera società. Più donne per una politica che deve cambiare è un obbiettivo che dobbiamo assolutamente raggiungere nel più breve tempo possibile e in questa fase credo sia urgente interrogarsi sulla necessità di applicare le cosiddette “quote rosa” per cominciare a spezzare schemi culturali, prima ancora che politici, che di fatto ci impediscono ancora di incidere significativamente sul nostro futuro.”
La Merlino è subito entrata nel vivo confrontando i numeri occupazionali femminili europei ed italiani, ponendo però come premessa che la popolazione mondiale femminile è pari al 53% e produce il 70% della ricchezza globale.
Il nostro paese è quasi il fanalino di coda europeo (dopo di noi solo Malta!) con il 46,5% di donne occupate nel mondo del lavoro contro la media europea del 56,3%. I dati migliorano nelle regioni del centro nord e registrano in Piemonte il 55% dopo una flessione di due punti dovuta all’attuale crisi economica.
A fare la differenza tra noi e i Paesi del Nord Europa, raggiunti persino dal Portogallo, è naturalmente una migliore politica di welfare e l’offerta di servizi di cui possono usufruire le donne. Ma non solo. Molto aziende europee sono ormai orientate ad un’ organizzazione del lavoro legata al risultato e non all’orario fisso, per cui sono previste forme di part- time ben retribuito che può essere scelto indifferentemente da uomini e donne; ciò ovviamente consente a tutti i lavoratori in genere di poter dedicare più tempo e cure alla famiglia senza essere legati alla rigida divisione dei ruoli che ancora caratterizza la società italiana.
Guarda caso in questi Paesi il maggior numero di donne inserite nel mondo del lavoro, coincide con la presenza delle stesse ai vertici della politica e paradossalmente fa registrare i più alti tassi di natalità.
In Italia il dato medio è di 1,33 figli per nucleo familiare e una donna su cinque lascia il lavoro dopo aver avuto un bambino. Proprio per questo Franca Turco, nel suo intervento, ha rivolto un appello alle giovani presenti in sala, invitandole a non mollare il lavoro quando nascono i figli e ad attivare tutte le risorse e le alternative possibili per non correre il rischio di uscire per sempre dal mercato dell’occupazione. Ugualmente ha esortato le studentesse, compatibilmente con le loro attitudini, a scegliere facoltà universitarie che garantiscono maggiori sbocchi professionali e che generalmente sono ancora considerate roccaforti maschili.
La Consigliera di Parità ha poi esposto i casi in cui il suo ruolo le permette di intervenire per derimere discriminazioni e violazione dei diritti, quasi sempre a danno delle donne, nel mondo del lavoro.
Walter Mereu ha infine concluso il giro di interventi analizzando il ruolo dei Centri per l’ Impiego, passati ormai da diversi anni sotto l’egida della Provincia ed i numeri reali legati all’occupazione maschile e femminile nel nostro territorio. I dati attuali registrano una flessione occupazionale che colpisce quasi indifferentemente i due generi, ma che sta gradualmente penalizzando le donne e gli stranieri, sia cittadini europei che extracomunitari.
Isabella Racca, presidente della Cpo cittadina, alla conclusione del Seminario, sottolinea gli spunti emersi nel corso dei tre incontri: “La Storia delle donne è relativamente giovane: eppure dal diritto al voto ottenuto nel 1946 ( appena l’altro ieri) agli enunciati della Costituzione che da soli 60 anni sancisce uguali diritti senza distinzione di sesso, è stata percorsa molta strada, frutto di lotte e di impegno di diverse generazioni di donne. Ma non dobbiamo dimenticare che i diritti acquisiti si possono anche perdere è perciò non bisogna mai smettere di vigilare e di sostenerli. La sorprendente affluenza femminile a questo seminario, nato per avvicinare le donne alla politica, ci fa sperare di poter anche noi raggiungere presto i risultati ottenuti da quei paesi europei in cui le stesse donne, occupando importanti cariche istituzionali e di governo, garantiscono una migliore qualità di vita all’intera società. Più donne per una politica che deve cambiare è un obbiettivo che dobbiamo assolutamente raggiungere nel più breve tempo possibile e in questa fase credo sia urgente interrogarsi sulla necessità di applicare le cosiddette “quote rosa” per cominciare a spezzare schemi culturali, prima ancora che politici, che di fatto ci impediscono ancora di incidere significativamente sul nostro futuro.”
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mercoledì 19 maggio 2010
PIU' DONNE PER UNA POLITICA CHE CAMBIA
Giovedì 27 maggio, a Fossano, presso la Sala Polivalente del Castello degli Acaia, sarà inaugurato il primo seminario di formazione politica aperto a tutti, ma rivolto essenzialmente alle donne come illustra il titolo “PIU’ DONNE PER UNA POLITICA CHE CAMBIA”. L’iniziativa, promossa dalla Commissione Regionale per le Pari Oppotunità tra Uomo e Donna, in collaborazione con il consorzio COREP e con il CIRSDe (Centro interdisciplinare ricerca e studi delle Donne dell’Università di Torino), ha lo scopo di incoraggiare, attraverso un percorso di approfondimento sulla funzione dei partiti, delle istituzioni e degli strumenti governativi collegati ad esse, la partecipazione attiva dei cittadini, in particolare delle donne, alla vita politica del paese.
Il seminario prevede una serie di tre incontri che avranno luogo il 27 maggio, il 10 giugno ed il 24 giugno e che affronteranno nell’ordine il tema della Costituzione, il funzionamento dei partiti e dei movimenti politici in Italia, il Lavoro e i Diritti con un occhio di riguardo al mercato del lavoro femminile. Tutti gli incontri saranno animati da un tutor e da esperti delle diverse discipline coadiuvati dagli interventi di “testimoni del territorio” che contribuiranno a definire lo stato dell’arte della realtà locale.
La partecipazione al seminario è assolutamente gratuita, ma occorre dare una pre adesione telefonando al numero verde 800 238 239 o inviando un mail all’indirizzo info@comune.fossano.cn.it.
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martedì 11 maggio 2010
Ci presentiamo....
La Commissione per le Pari Opportunità della Città di Fossano, abbreviato successivamente in cpo, è un organismo istituzionale del Comune (che ne valorizza la funzione e ne cura la promozione); costituito da donne rappresentanti vari settori della società, dall’imprenditoria al volontariato, dalle associazioni ai borghi cittadini e partiti politici.
Nata spontaneamente da un gruppo di donne su ispirazione e guida di Ivana Borsotto, dopo alcuni anni è stata riconosciuta come Commissione Comunale dotandosi di un primo regolamento nel 1994 poi modificato nel 2002.
La CPO è stata guidata negli anni dalle seguenti presidenti: Silvana Boetti, Danila Botta, Anna Mantini, Danila Riva, Daniela Ambrogio e l’attuale Isabella Racca.
La Commissione persegue la realizzazione di una effettiva parità fra uomo e donna in ogni campo, economico, sociale o culturale ed è finalizzata alla promozione di una cultura aperta ed al superamento delle differenze di qualsiasi genere.
Le attività svolte dalla CPO vertono pricipalmente sui seguenti argomenti:
- verificare l’esistenza di forme di discriminazione, sia diretta che indiretta, nei confronti delle donne;
- collaborare con l'Amministrazione Comunale per la crescita femminile nel territorio;
- promuovere attività di studio, indagini conoscitive e ricerche sulla condizione femminile nel territorio;
- realizzare e sostenere progetti ed interventi inerenti l'accesso al lavoro, la formazione e la crescita professionale delle donne;
- svolgere, in forma autonoma od in collaborazione con altri enti, iniziative per coniugare la vita familiare con l'impegno pubblico;
- favorire la formazione e diffusione di progetti locali, regionali, nazionali ed europee sulle donne;
- promuovere e incentivare lo sviluppo dell'imprenditoria femminile nel territorio;
- contribuire all’organizzazione di manifestazioni di qualsiasi genere inerenti la figura femminile del territorio;
- promuovere la nascita e la crescita di servizi femminili a livello territoriale.
La Commissione per le Pari Opportunità è costituita da 19 membri delegati da soggetti operanti nella Comunità scelti tra persone che abbiano esperienze culturali, professionali, politiche o sociali sulla condizione femminile nei suoi vari aspetti.
Tutte le persone interessate alle tematiche delle pari opportunità, che abbiano proposte e richieste o che, a qualsiasi titolo, intendano incontrarsi personalmente con le componenti della Commissione o vogliano assistere ad una seduta possono partecipare liberamente agli incontri periodici della stessa, che si svolgono nei locali comunali.
Nata spontaneamente da un gruppo di donne su ispirazione e guida di Ivana Borsotto, dopo alcuni anni è stata riconosciuta come Commissione Comunale dotandosi di un primo regolamento nel 1994 poi modificato nel 2002.
La CPO è stata guidata negli anni dalle seguenti presidenti: Silvana Boetti, Danila Botta, Anna Mantini, Danila Riva, Daniela Ambrogio e l’attuale Isabella Racca.
La Commissione persegue la realizzazione di una effettiva parità fra uomo e donna in ogni campo, economico, sociale o culturale ed è finalizzata alla promozione di una cultura aperta ed al superamento delle differenze di qualsiasi genere.
Le attività svolte dalla CPO vertono pricipalmente sui seguenti argomenti:
- verificare l’esistenza di forme di discriminazione, sia diretta che indiretta, nei confronti delle donne;
- collaborare con l'Amministrazione Comunale per la crescita femminile nel territorio;
- promuovere attività di studio, indagini conoscitive e ricerche sulla condizione femminile nel territorio;
- realizzare e sostenere progetti ed interventi inerenti l'accesso al lavoro, la formazione e la crescita professionale delle donne;
- svolgere, in forma autonoma od in collaborazione con altri enti, iniziative per coniugare la vita familiare con l'impegno pubblico;
- favorire la formazione e diffusione di progetti locali, regionali, nazionali ed europee sulle donne;
- promuovere e incentivare lo sviluppo dell'imprenditoria femminile nel territorio;
- contribuire all’organizzazione di manifestazioni di qualsiasi genere inerenti la figura femminile del territorio;
- promuovere la nascita e la crescita di servizi femminili a livello territoriale.
La Commissione per le Pari Opportunità è costituita da 19 membri delegati da soggetti operanti nella Comunità scelti tra persone che abbiano esperienze culturali, professionali, politiche o sociali sulla condizione femminile nei suoi vari aspetti.
Tutte le persone interessate alle tematiche delle pari opportunità, che abbiano proposte e richieste o che, a qualsiasi titolo, intendano incontrarsi personalmente con le componenti della Commissione o vogliano assistere ad una seduta possono partecipare liberamente agli incontri periodici della stessa, che si svolgono nei locali comunali.
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